Jobs Act delle partite Iva, tutti i dubbi di Confedertecnica

da Staff comunicazione / 4 febbraio 2016 Comunicati
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“L’Italia – dichiara Calogero Lo Castro, Presidente di Confedertecnica – ha una situazione particolare, quanto a numero di professionisti a partita Iva: siamo un popolo di 3.400.000 persone, secondo l’ultimo rilevamento Istat, cui vanno aggiunti i 960.000 subordinati esclusivi. Siamo quindi quasi 4 milioni e mezzo, come l’intera Irlanda. Eppure solo poco più di duecentomila partite Iva, una percentuale irrisoria, sono comprese nella riforma che il governo chiama Jobs Act delle partite Iva“.

“Basterebbe questo dato per far capire come la maggior parte di noi, e nella fattispecie i professionisti tecnici, si sentano ancora del tutto esclusi dai provvedimenti intrapresi. E il silenzio assordante con cui il Ministero dello Sviluppo Economico ed il Ministero del Lavoro hanno risposto ai nostri appelli affinché venisse convocato un tavolo con tutte le parti sociali interessate, dà il segno del reale interesse che la politica ha messo nei nostri confronti”, prosegue Lo Castro.

“Riteniamo assurdo, per fare un esempio, il ricorso incentivato alle assicurazioni private per ottenere il pagamento della parcella dovuta. Ma in quale paese al mondo, tra quelli che conoscono la civiltà giuridica, lo Stato ammette che non essendovi la necessaria correttezza nei pagamenti, l’unica speranza per essere saldati del dovuto è quella di rivolgersi ad un assicuratore privato, versandogli un premio?” dice ancora il Presidente di Confedertecnica.

“Il capitolo della formazione obbligatoria è ancora tutto da affrontare: non si può risolvere fissando l’obbligo e lasciando ai singoli di barcamenarsi tra i tanti corsi a pagamento e dalla dubbia efficacia”.

“Quanto ai  Consigli Nazionali delle professioni, che in una intervista televisiva il Vice Ministro all’Economia, Enrico Zanetti, ha indicato come interlocutori del Governo, segnaliamo che questi sono l’espressione del Ministero della Giustizia, sicuramente non fanno politica di tutela del libero professionista”.

“Siamo un’altra volta a chiedere un incontro per presentare, nero su bianco, le ragioni delle Partite Iva e nello specifico delle centinaia di migliaia di partite Iva dei professionisti tecnici, cui lo Stato è bravissimo a chiedere le tasse più alte d’Europa e altrettanto abile nel negarsi, quando occorre un dialogo”, conclude Lo Castro.