Confedertecnica Lazio scrive al sindaco di Roma, Virginia Raggi

da Staff comunicazione / 2 novembre 2016 Comunicati dalle Confedertecniche regionali
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LETTERA APERTA AL SINDACO DI ROMA 

 

Eccellentissima Sindaca, Dott.ssa Virginia Raggi,

Le scrivo a nome di CONFEDERTECNICA LAZIO (federazione sindacale di parte datoriale delle professioni tecniche) per segnalarle un grave problema di legalità che riguarda la nostra città.

Pochi giorni fa, il 14 ottobre, un articolo di Repubblica – l’edizione romana – passato del tutto sotto silenzio, illustrava con drammaticità la situazione dei condoni a Roma.

I dati riportati sono impietosi: “Oltre 190mila pratiche ancora da definire, circa 110mila con più di trent’anni di vita.”. E’ chiaro a tutti che una situazione del genere non è più tollerabile. Il problema non sono solo le pratiche ancora da definire ma il fatto che questa situazione è la dimostrazione evidente di una illegalità diffusa che non vede ancora la sua conclusione, con profonde ripercussioni sull’economia di questa città e sulla possibilità di sviluppo della stessa.

Un successivo passaggio, addirittura, ci preoccupa moltissimo, infatti leggiamo che: “Se continuiamo con questo ritmo, lavorando 10-11 mila pratiche l’anno, concluderemo tra 20 anni“.

Ci permettiamo di dire che un’affermazione così preoccupante non può cadere, come è accaduto, nell’indifferenza sia dell’opinione pubblica che dell’amministrazione.

Comprendiamo che il momento è difficile, che le emergenze di questa città allo stremo sono molteplici, ma la questione della legalità (tema molto sentito da questa amministrazione) passa anche attraverso la definizione e la conclusione di un arretrato che non ha eguali in tutta Italia sia per quantità che per qualità. Il tema del patrimonio edilizio privato oggetto di condono è uno dei grandi problemi di questa città; argomento che apre ad un indotto di contenziosi, abusi ulteriori, complessità burocratica.

Le difficoltà sono molteplici ma certamente a queste si deve aggiungere una visione della cosa pubblica di dubbia qualità. Molti colleghi, ad esempio, ci segnalano che il passaggio dal precedente gestore (GEMMA S.p.A.) all’attuale (Risorse per Roma) ha comportato il riavvio di pratiche con nuove richieste di documentazioni già in possesso dell’Amministrazione, con un’evidente ricaduta sul cittadino che, in buona fede, aveva già consegnato la documentazione non al “precedente gestore” ma al Comune di Roma che certamente non può risolvere addossando la colpa a chi ha gestito per suo conto un servizio così delicato. Anche la stessa società ci dice che: “… la situazione è “drammatica”. Ci sarebbero situazioni al limite del paradossale come “fascicoli non protocollati e addirittura alcuni istruiti su atti falsi” che sarebbe possibile sbloccare solo con l’implementazione di progetti di “dematerializzazione, semplificazione e velocizzazione” con l’appoggio e la copertura dell’amministrazione capitolina…”Con la denuncia addirittura di possibili illeciti: “Abbiamo ereditato un settore inquinato... spesso e volentieri siamo andati in Procura. Ma in questi cinque anni siamo riusciti a non finire mai davanti al giudice”. Mentre Pastorelli racconta: “Tra aprile e maggio 2010 a Gemma spa, che gestiva il servizio condono, viene rescisso il contratto per il mancato raggiungimento degli obiettivi, così la gestione passa completamente in mano al Comune, che registra delle criticità. Quando noi arriviamo a novembre 2010, il collasso è già totale e l’archivio è completamente squassato, la guardia di Finanza inoltre interviene per sequestrare migliaia di fascicoli”.

Queste affermazioni dimostrano solo che la cattiva gestione, di fatto, grava comunque sempre sul cittadino che è sempre “vittima” di decisioni prese dall’alto.

Questo è un problema importante e socialmente rilevante che non può più essere procrastinato e che, certamente, non può e non deve vedere una soluzione “ventennale”. Per questo Le scriviamo manifestando la nostra disponibilità, la disponibilità dei tecnici liberi professionisti (architetti, ingegneri, geometri e periti edili), a collaborare per definire nel più breve tempo possibile un tema così difficile per la legalità della nostra città. Se il problema è il personale, la collaborazione tra tecnici dipendenti e liberi professionisti può produrre, come già accaduto in altri settori, proposte concrete per semplificare e migliorare le difficoltà burocratiche del nostro territorio ma sicuramente è necessario e doveroso intervenire con tempestività e decisione.

Ci auguriamo che le problematiche delle professioni tecniche, costrette tutti i giorni a scontrarsi con una burocrazia asfissiante, sia tra le priorità dell’agenda di governo della Sua consiliatura.

Auspichiamo un incontro in cui, serenamente, si possano affrontare le molte problematiche del comparto edilizio, ormai stremato da una situazione congiunturale terribile che si aggiunge agli ordinari problemi di una città ostaggio della burocrazia.

Le auguriamo un buon lavoro.

 

Il Presidente

Aldo Olivo