Presentata la prima Strategia Nazionale del Verde Urbano – La legge 10/2013

da Segreteria Presidenza / 14 maggio 2018 Comunicati
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E’ stata presentata giovedì 10 maggio 2018 al Castello di Novara la prima Strategia Nazionale del Verde Urbano, che ha visto la partecipazione, tra i relatori, dei maggiori esperti del patrimonio verde italiano: Massimo Atelli, presidente del Comitato per lo sviluppo del verde pubblico del Ministero dell’Ambiente; Massimo Laporta, presidente dell’Ispra; Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola; l’editore Carlo Robiglio; l’architetto Paolo Pejrone, Presidente dell’associazione parchi e giardini d’Italia; il Generale Antonio Ricciardi, comandante dell’unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei carabinieri; Alessandra Stefani direttore generale del Ministero dell’Agricoltura; il sindaco di Pantelleria Salvatore Gino Gabriele e l’architetto Leopoldo Freyrie, presidente della Fondazione Riuso.

Ricordiamo di che tratta la legge n. 10 del 14.01.2013 entrata in vigore il 16.02.2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”.

Una legge non recente in verità, che ha avuto a distanza di più di 5 anni la necessità di costituire un Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico al quale ha assegnato  la responsabilità di proporre un Piano nazionale che fissi criteri e linee guida per:

– la realizzazione di aree verdi permanenti intorno alle maggiori conurbazioni e di filari alberati lungo le strade;

– il rinverdimento delle pareti e dei lastrici solari, la creazione di giardini e orti e il miglioramento degli spazi per consentire un adeguamento dell’edilizia e delle infrastrutture pubbliche e scolastiche che garantisca, per quanto di competenza, la riqualificazione degli edifici.

A Novara lo scorso giovedì è stato illustrato il documento che indichi la strada da percorrere nelle decisioni politiche su piante e boschi nelle città italiane. L’obiettivo è sviluppare una Strategia nazionale del verde urbano che fissi criteri e linee guida per la promozione di foreste urbane e periurbane coerenti con le caratteristiche ambientali, storico-culturali e paesaggistiche dei luoghi.

La Strategia si basa su tre elementi essenziali: passare da mq a ha, ridurre le superficie asfaltate e adottare le foreste urbane come riferimento strutturale e funzionale del verde urbano. La foresta urbana include tutti gli aspetti del verde urbano quali lembi di bosco, viali alberati, grandi parchi, giardini, ville storiche, verde di quartiere, e verde architettonico compreso il bosco verticale e i tetti verdi.

La Strategia prevede inoltre il coinvolgimento degli stakeholder e di competenze necessariamente multidisciplinari per sviluppare idonee policy pubbliche e indirizzare le amministrazioni comunali verso la realizzazione di piani e progetti basati sui servizi ecosistemici e sulla rete di Infrastrutture Verdi (green infrastructures, nature basedsolutions), definiti per raggiungere precisi obiettivi di ordine sociale, ambientale, finanziario e occupazionale.

Nel dettaglio la legge 10/2013 prevede che:

  • tutti i comuni sopra i 15.000 abitanti si dotino di un catasto degli alberi
  • per ogni bambino nato o adottato nei comuni sopra ai 15.000 abitanti venga piantato un nuovo albero dedicato
  • i dati dell’albero dedicato vengano comunicati ai genitori del bambino
  • gli amministratori del comune producano un bilancio del verde a fine mandato, che dimostri l’impatto dell’amministrazione sul verde pubblico (numero di alberi piantumati ed abbattuti, consistenza e stato delle aree verdi, ecc.).

Il Catasto alberi.

La legge 10/2013 prevede che ciascun comune esegua un censimento degli alberi sulle aree di propria competenza in contesto urbano. Lo scopo del censimento è la redazione del Catasto alberi, che registra e classifica tutte le alberature: quelle monumentali, quelle su aree scolastiche, nei giardini storici, a corredo del verde attrezzato e incluse nei filari stradali.

Il Catasto alberi, oltre a rispondere ai termini di legge e a dichiarare l’impegno tangibile di un’amministrazione sui temi ambientali, può essere un’ottima opportunità per ciascun comune per fare un passo avanti nella buona gestione del verde pubblico. Sono molteplici i temi e le informazioni che possono essere valorizzati tramite una gestione evoluta del Catasto arboreo:

  • Associando i dati VTA (Visual Tree Assessment) è possibile monitorare nei tempi corretti la salute delle piante e garantire la sicurezza del cittadino;
  • Tramite il monitoraggio di patologie e parassiti e della loro diffusione è possibile pianificare attività di difesa del patrimonio arboreo (es: cancro colorato del Platano, l’ Anoplophora Chinensis, il punteruolo rosso delle palme);
  • È possibile individuare e monitorare gli alberi monumentali da gestire in concerto con il Corpo Forestale dello Stato;
  • È possibile effettuare stime di massima sulla CO2 assorbita dal proprio patrimonio arboreo in relazione a essenza e età dell’albero;
  • È possibile pianificare e documentare tutti gli interventi di manutenzione in maniera puntuale e precisa, consentendo di associare a ciascuna pianta tutte le lavorazioni ad essa associata.

Il bilancio arboreo e lo stato del verde pubblico.

La consistenza del patrimonio arboreo è molto più dinamica di quanto si potrebbe immaginare. Gli abbattimenti resi necessari per motivi di sicurezza o per il naturale termine vegetativo raggiunto dalla pianta, le nuove piantumazioni legate alla riqualificazione di aree verdi e la messa a dimora di nuove piante modificano costantemente la quantità e la distribuzione del verde.

Un applicativo basato su sistemi GIS permette di gestire un’informazione associata alla sua posizione, e questo è sicuramente strategico nella gestione del verde pubblico e del patrimonio arboreo come previsto dalla Legge 10/2013.

Ci si augura che possa finalmente decollare un vero programma per favorire seriamente le misure necessarie per la tutela delle aree verdi esistenti, anche di pertinenza di edifici privati; le coperture verdi ai fini del risparmio energetico e la conservazione e/o il rinnovo delle alberature esistenti nelle città. Al fine di evitare tutti quei fatti, sempre più numerosi oramai, di degrado delle alberature con conseguente pericolo e danni per cose e persone.

Le nostre città sono spesso fornite di aree verdi di grande respiro, per fortuna, ma queste molto spesso sono lasciate alla trascuratezza degli assessorati ai giardini e all’incuria dei privati.

L’obiettivo che ci auguriamo è senz’altro quello di un migliore utilizzo di tanta ricchezza per la nostra vita, quale quella di poter godere di spazi ossigenati sia per una migliore qualità della nostra vita quotidiana che per la nostra socializzazione.

 

Fonti:

CASA&CLIMA.COM; R3 – GIS.