Agosto in mostra: Guttuso a Varese

da Segreteria Presidenza / 19 agosto 2019 News
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Il mese di agosto è da tanti anni oramai, ricco di eventi e mostre.

Oggi vogliamo segnalare una mostra di Renato Guttuso a Villa Mirabello – Varese.

Villa Mirabello merita senz’altro un breve cenno: oggi sede dei Musei Civici, Villa Mirabello è una delle tante ville presenti nella città; situata all’interno del complesso dei giardini del Palazzo Estense fu edificata nel corso del 1700 dal Conte Gaetano Stampa di Soncino, divenuta poi di proprietà di Luigi Taccioli e, modificata in profondità nel 1839 con la costruzione di una scuderia, passata successivamente ai marchesi Litta Modignani. Dal 1948 è proprietà dell’amministrazione comunale e oggi ospita il Museo Civico Archeologico e la Sezione Risorgimentale dei Musei Civici.

Villa Mirabello

Attualmente e fino al 6 gennaio 2020, Villa Mirabello ospita la mostra “Renato Guttuso a Varese a cura di Serena Contini.

Venticinque dipinti sono per la prima volta presentati a Varese in un percorso a temi che permette di valorizzare le opere che appartengono alla collezione Pellin. Tra queste, il celebre dipinto Spes contra spem, l’opera simbolo di Guttuso, che rappresenta il valore assoluto della memoria per l’artista e la sua eredità spirituale. Uno degli ultimi capolavori che il Maestro considerava una sorta di testamento.

Le opere, organizzate in nove sezioni, vanno dalla Natura morta. Barattoli del 1966, passando per l’autoritratto (L’Atelier) del 1975, per arrivare a Il sonno della ragione genera mostri del 1980, dipinto in occasione della strage di Bologna. La mostra si chiude con l’opera simbolo di Guttuso: quella Spes contra spem del 1982, vero e proprio manifestob  e “summa della poetica dell’artista”, già esposta in sedi prestigiose come Roma a Castel S. Angelo, New York e Palazzo Reale a MilanoUna tela di considerevoli dimensioni di tre metri per tre e cinquanta ove si scorge tutta l’importanza dell’esperienza varesina. Un’opera in cui si evince l’influenza delle atmosfere del territorio della città di Varese, dove venne dipinta, e dove Guttuso ebbe modo di frequentare, tra gli altri, intellettuali come Guido Piovene, Dante Isella, Piero Chiara, Angelo Frattini, Vittorio Tavernari.

Guttuso infatti frequentò per trent’anni, a partire dal 1953, lo studio di Velate a Varese: il territorio fu fonte d’ispirazione e di creazione di opere di grande valore come la La Vucciria, che racconta la città di Palermo, ma venne dipinta nella città giardino (Varese).

Lungo il percorso espositivo le opere di Guttuso sono corredate anche da documenti e fotografie inediti, pannelli esplicativi e citazioni tratte dalle dichiarazioni dell’artista, che arricchiscono di significato la mostra e permetteranno al visitatore di conoscere intimamente la poetica di Guttuso.

Molto belle le foto inedite con la moglie Mimise Dotti la quale morendo improvvisamente nel 1986 pose fine alla storia d’amore che Guttuso ebbe con Marta Marzotto e che durava da circa venti anni.

Nato a Bagheria nel 1911, Guttuso moriva a Roma nel 1987. Ma non tutti conoscono l’amore che Guttuso aveva per la città di Varese.

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Sopra: La Fuga in Egitto

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Per la città di Varese, nacque un amore che il maestro di Bagheria testimoniò con i frequenti soggiorni nella villa ai piedi del Sacro Monte dove, a partire dal 1953, dipinse capolavori come “Vucciria” e, soprattutto, con l’acrilico “La Fuga in Egitto” che nel 1983 impreziosì la Via Sacra. Un’opera realizzata su commissione dell’arciprete di S. Maria del Monte monsignor Pasquale Macchi, già segretario di Paolo VI e futuro arcivescovo di Loreto, che destò un appassionato dibattito e pose Varese, per una volta, al centro della vita culturale internazionale.

In quello stesso anno fu conferita a Guttuso la cittadinanza onoraria e, di recente, Varese gli ha intitolato un viale all’interno del parco che sale da piazza della Motta ai musei civici di Villa Mirabello. Proprio a Villa Mirabello si tenne nel 1984 una mostra delle opere del caposcuola del realismo italiano che annoverava capolavori ispirati ai soggiorni varesini come “Volo di colombe a Velate” (1956/57), “Tetti di Velate” (1958), “Tramonto a Velate” (1960), “Torre di Velate e il Sacro Monte” (1962), “Veduta del lago e del Monte Rosa” (1963), “Autunno a Velate” (1965), “Passeggiata in giardino a Velate” (1983).

Foto di copertina: Spes contra Spem.
(Fonti: Arte.it; SM NEWS – Notizie dal Monte Sacro di Varese; Libreriamo)