Proposte per l’elaborazione di una nuova regolamentazione contrattuale collettiva di lavoro per gli studi professionali, per le esigenze dell’“area tecnica”

da Segreteria Presidenza / 12 novembre 2019 Comunicati
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Oggetto: Proposte per l’elaborazione di una nuova regolamentazione contrattuale collettiva di lavoro per gli studi professionali, per le esigenze dell’“area tecnica”

Le più recenti analisi socio-economiche dimostrano che il mondo delle professioni, e delle professioni tecniche in particolare, è attraversato, anche in ragione di una negativa congiuntura economica, da non pochi problemi: progressivo rischio di perdita di professionalità degli attori del sistema; progressivo rischio di perdita di competitività; sensibile disparità tra aree geografiche del Paese. Gli stessi studi, come noto, rivelano che, già da una quindicina di anni (ed il fenomeno non potrà che intensificarsi), fattori come l’evoluzione tecnologica, l’approccio globale del lavoro professionale, la sempre crescente complessità degli interessi della nostra società, nonché l’aumento dei costi di gestione di una attività libero professionale, mettono (e metteranno sempre più) i professionisti innanzi a sfide sempre più difficili.

È altrettanto dimostrato scientificamente che, in tali peculiari condizioni di contesto, le regole del lavoro, in specie quelle prodotte dal sistema sindacale, non possono che inseguire siffatti problemi, tentandone una soluzione, onde consentire ai professionisti di gestire al meglio questa delicatissima fase di transizione e consentire altresì, se possibile, al mondo delle professioni di recuperare la centralità nell’economia.

Pertanto, Confedertecnica ha ritenuto di avviare un proficuo lavoro di analisi e studio delle problematiche innanzi richiamate, riunendo intorno ad un tavolo di riflessione i principali soggetti delle professioni tecniche (con un importante Convegno svoltosi presso l’Università degli Studi del Sannio nell’ottobre 2018), costituendo, di recente, un Gruppo di lavoro, dedicato specificamente alle questioni giuslavoristiche, coordinato da un docente di diritto del lavoro presso il menzionato Ateneo. Ciò, nella convinzione che le delicate questioni del lavoro dei professionisti innanzi richiamate possano e debbano essere affrontate con metodo scientifico e con approccio multidisciplinare, onde ricavare misure specifiche, ad hoc, da proporre agli interlocutori sindacali e agli altri stakeholders del settore.

Su questa premessa, Confedertecnica è giunta oggi all’elaborazione di taluni percorsi di possibile intervento giuridico, segnatamente quanto al nuovo contratto collettivo degli studi professionali, nella direzione di rompere lo stallo delle trattative e instradare il confronto sindacale su aree tematiche che rispondano realmente alle sfide del lavoro dei professionisti oggi.

 L’elaborazione delle proposte di cui sopra è caratterizzata dai seguenti punti:

  1. previsione di un doppio regime di regolazione giuridica delle attività lavorative prestate negli studi professionali, distinguendo tra: a) i prestatori di lavoro in regime di lavoro subordinato; b) i prestatori di lavoro che collaborano alle attività dello studio, prestando attività lavorative a prevalente contenuto professionale, per le quali sia prevista l’iscrizione ad albi/collegi/registri.
  2. Previsione di una specifica norma di apertura alla contrattazione collettiva di secondo livello, segnatamente quella “di prossimità” (art. 8, l. n. 148/2011), onde consentire di realizzare una regolamentazione: a) che sappia declinare e normare le sensibili differenze di contesto geografico-territoriale, presenti su scala nazionale; b) che sappia governare le altrettanto sensibili differenze legate alle dimensioni degli studi professionali (aspetto che spesso si coniuga con il primo elemento); c) che sappia esaltare e valorizzare le peculiarità strutturali di ogni attività lavorativa professionale, evitando di proporre una disciplina generalista non sempre compatibile con le specificità delle singole attività lavorative (si pensi proprio al settore tecnico, che richiede naturalmente regole più di dettaglio per governare la delicatissima vicenda del rapporto con le pubbliche amministrazioni o per la giusta remunerazione delle attività). L’obiettivo finale sarebbe quello di dotare lo studio professionale di uno strumento di regolazione perfettamente aderente alle proprie necessità organizzative.
  3. Necessità di una globale operazione di adeguamento del contratto collettivo al nuovo quadro normativo, valorizzando le occasioni che esso pone per mettere le regole al passo con i tempi: si pensi alla necessità di disciplinare gli aspetti procedurali per il ricorso al “lavoro agile” (c.d. smart working), introdotto dalla l. n. 81/2017, o ancora alla possibilità di superare i limiti legislativi previsti per il ricorso al contratto a termine.

Siamo certi di incontrare il Vs. interesse al confronto, in ottica collaborativa, su queste tematiche, che rappresentano il futuro delle professioni e che chiamano l’intero sistema della rappresentanza sindacale e della bilateralità ad una non più eludibile fase di “costruzione” di nuove regole del lavoro al passo con i tempi, e che si possa valutare ed eventualmente condividere un percorso unitario per il rinnovo del contratto di settore.

 

 

Roma, 11 novembre 2019

 

La Giunta Esecutiva  

     Ufficio studi confedertecnica